Formazione
L’UISP e i giochi tradizionali sardi al convegno di Torino
Riflessioni sul diritto al gioco nell’anno europeo della creatività e dell’innovazione

Due giorni di convegni e seminari per rilanciare la riflessione su alcuni temi educativi importanti, dalla valorizzazione del gioco e dell’animazione ludica, ad un confronto su un modo nuovo di fare educazione ambientale, alle diverse dimensioni della creatività e dell’immaginario infantile e adolescenziale.
Grande partecipazione (iscrizioni chiuse) per la kermesse svoltasi a Torino, negli ampi locali della Fabbrica delle “e”, gli scorsi 2 e 3 dicembre. Tutta l’Italia rappresentata dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, Sardegna compresa.
Relazioni in plenaria e sessioni tematiche hanno stimolato il dialogo tra gli adulti che a vario titolo si occupano di gioco raccogliendo idee e istanze per un confronto, duraturo nel tempo, che serva ad orientare indirizzi e progettazione delle politiche educative e sociali.
Nel gruppo di lavoro “memoria e trasmissione nel gioco di tradizione popolare” della sessione tematica “Gioco: creatività, avventura e movimento, tradizioni e culture” coordinato da Bruna Pangallo (ITER-Istituzione Torinese per un’Educazione Responsabile) e Antonio Damasco, direttore della Rete Italiana di Cultura Popolare, il comitato UISP di Sassari ha avuto l’opportunità di presentare la ricerca “Gli sport e i giochi tradizionali in Sardegna: un’indagine sulle attività ludico-sportive delle passate generazioni, la riscoperta del loro valore storico, sociale, culturale” condotta recentemente su tutto il territorio delle province di Sassari e Olbia-Tempio grazie al contributo della Regione Sardegna ai sensi dell’art. 40 della L.R. 17/99 che supporta progetti di ricerca volti alla conoscenza dell’attività motoria in tutte le sue manifestazioni e implicazioni psico-fisiche.
I circa 250 ultrasettantenni intervistati hanno contribuito con i loro ricordi e i loro racconti a codificare buona parte della tradizione ludico-sportiva del secolo scorso, una raccolta articolata di giochi e attività sportive caratterizzanti la realtà del territorio del nord Sardegna.
Come ha spiegato Maria Pina Casula, coordinatrice del progetto, la ricerca sugli sport e sui giochi tradizionali è nata con l’obiettivo di scavare nelle tradizioni per arricchire i giovani di elementi della cultura tradizionale, fotografare e rafforzare la memoria storica, coinvolgere le generazioni più anziane in un processo non solo di riscoperta ma anche di rivalutazione e riproposizione delle tradizioni sportive e ludiche locali.
Vista la complessità del lavoro di acquisizione informazioni, raccolta dati, analisi schede, ricostruzione giochi, elaborazione report finale, formazione specifica degli animatori ludico-sportivi, il progetto di ricerca è stato suddiviso in due annualità: nella IA è stato realizzato tutto il lavoro relativo all’acquisizione dei dati con ricostruzione di una parte dei giochi, attrezzi e strumenti utilizzati, seguendo fedelmente le descrizioni e i racconti degli anziani; nella IIA si è conclusa l’elaborazione del report finale della ricerca, la realizzazione di un’altra parte di giochi e strumenti, l’organizzazione di giornate ludiche con esposizione dei manufatti realizzati.
In termini di ricaduta promozionale e sociale, il lavoro di ricerca svolto ha consentito il coinvolgimento partecipato di quelle persone tradizionalmente escluse dalle attività ludiche e sportive, ha promosso il dialogo tra generazioni lontane, consentendo di recuperare e costruire insieme strumenti e modalità di gioco, ha favorito il confronto fra persone distanti per età, sesso, cultura, provenienza, non ultimo, ha contribuito a “fissare” nella tradizione culturale scritta dell’isola le basi e i fondamenti della tradizione ludico-sportiva.
Ancora una volta il gioco e lo sport hanno mostrato il loro carattere universale, terreno di confronto e incontro di culture, luoghi e tempi spesso molto distanti tra loro. Nel ricco lavoro di raccolta sono stati descritti il gioco con gli astragali, già noto a greci e romani, le case delle bambole con gioielli e stoviglie dell’Egitto dei faraoni, i giochi che “fanno rumore” i cosiddetti crepundia dei romani o quelli con le noci che troviamo nella scultura, nella pittura, nella ceramica, nelle decorazioni delle tombe di tutte le civiltà antiche, e inoltre palle, cerchi, trottole, carretti e tanti altri ancora. Il linguaggio universale del gioco migra nello spazio e nel tempo avvicinando geograficamente e storicamente nell’immaginario i bambini di varie epoche e diversi continenti, oltre ai millenni si annullano i confini e le distanze, le lingue e le differenze etniche.
La ricerca non è stata un momento fine a se stesso; grazie alla ricostruzione dei giochi e all’abilità di educatori e animatori ludico-sportivi, il comitato UISP Sassari organizza col patrocinio delle amministrazioni comunali della regione numerose giornate di animazione durante le quali bambini, giovani, adulti e anziani vengono coinvolti e invitati a giocare nelle piazze, per le strade, nei parchi, nei luoghi tradizionali della socialità. Figli e genitori, nonni e nipoti giocano insieme scambiandosi conoscenze ed emozioni.
Durante le giornate di animazione itinerante la realizzazione di 8 grandi pannelli con la descrizione dei giochi più famosi e di alcuni particolarmente interessanti, la messa in opera di una piccola mostra dei manufatti e l’allestimento di un laboratorio di costruzione dove i bambini possono ricostruire con l’aiuto degli operatori alcuni semplici vecchi giochi, contribuiscono a promuovere la tradizione e la storia, impedendo che vengano dimenticate o relegate nei luoghi classici della cultura.
Di rilevante importanza è la collaborazione sviluppata con alcuni circoli didattici nei quali sono stati avviati i laboratori dei giochi tradizionali. L’entusiasmo dimostrato nelle attività di costruzione, la passione e l’impegno profusi sono sintomatici del bisogno che hanno i bambini di sperimentarsi e confrontarsi con le proprie abilità intellettive ma anche manuali. La soddisfazione di giocare e competere con un gioco realizzato con le proprie mani innesca meccanismi di gratificazione e autostima determinanti per un sano sviluppo psico-motorio e un’adeguata crescita emotiva e relazionale del minore.
A Torino la ricerca è stata molto apprezzata, una relazione sul lavoro presentato farà parte degli atti ufficiali del convegno.

Outdoor. Metafore, avventure e sentieri di formazione.

Venti tra coordinatori e dirigenti delle attività ludico-sportivi che operano nell’UISP del Comitato provinciale di Sassari hanno partecipato al corso di formazione utilizzando la filosofia “outdoor experience”. I boschi di Vallicciola, località tanto isolata quanto affascinante nelle montagne di Tempio, sono stati la cornice di questa, per molti insolita, esperienza formativa.
Umberto Porri, Responsabile nazionale Risorse Umane, grazie alla sua comprovata esperienza e grande competenza ha coordinato le varie fasi dell’incontro, sia nelle sua parti teoriche che nella parte pratica.
Attente osservazioni e pungenti stimoli infatti, hanno reso possibile aprire una riflessione attorno al concetto di “ruolo” degli operatori che si occupano di coordinare e/o condurre attività motorie e ludico-sportive all’interno della nostra associazione.
La formazione si è spostata in maniera trasversale dalle aule all’ambiente naturale, per vedere come ci si può adattare ed organizzare in situazioni dove il rischio e l’incertezza sono una componente fondamentale.
Leggere una cartina al contrario può essere una sconfitta o uno stimolo per uscire dai propri schemi mentali, soprattutto quando bisogna sviluppare nuovi progetti dal carattere sempre più interdisciplinare.
Per fare questo però è necessario sviluppare o migliorare il sistema di relazioni tra tutti gli operatori, affinchè il modo di pensare e agire che la nostra associazione vuole far trasparire, sia condiviso da tutti e la vera leadership emerga naturalmente dalla messa alla prova concreta.
Un modo forse inusuale di mettersi in gioco ma senz’altro efficiente per stimolare le menti di chi vuol essere parte attiva di una associazione in crescita.